Psicologa Psicoterapeuta a Castelverde (Cremona)

Sindrome deficit attenzione

Psicologa Psicoterapeuta Castelverde (Cremona)

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Sindrome deficit attenzione Castelverde (Cremona)

Breve descrizione. La personalità è il risultato finale di una serie di funzioni complesse che riguardano strutture corticali e sottocorticali. I fattori psicodinamici nelle patologie che riguardano le condizioni presenti dalla nascita a quelle associate a lesioni del tessuto cerebrale che si sviluppano più tardi nel corso della vita. Nelle condizioni esistenti fin dalla nascita, i temi psicologici di ogni fase evolutiva nel ciclo di vita vengono influenzati dai deficit neuroanatomici del paziente. Invece, nelle condizioni che nascono più tardi, lo sviluppo non è stato ostacolato da disfunzioni neurali; quindi, il problema principale è quindi l’adattamento alla perdita di un precedente livello di funzionamento. Sebbene un tempo si pensava che i bambini crescendo “superassero” la sindrome del disturbo da deficit dell’attenzione/iperattività (ADHD), oggi è risaputo che questa situazione può continuare nel corso della vita adulta. Quindi, lo psicoterapeuta dovrebbe avere forti dubbi quando si trova di fronte a un paziente che presenta una storia di scarsa risposta a trattamenti psichiatrici o psicologici convenzionali, incapacità di operare al livello richiesto da insegnanti e genitori, storia di ripetute frustrazioni nella vita, difficoltà di orientamento spaziale (si perde con facilità e non distingue la destra dalla sinistra), scoppi emotivi, irrequietezza, storia lavorativa non regolare, deficit della memoria e un notevole stacco tra i livelli di QI verbale e non verbale. I pazienti con ADHD spesso hanno una serie di sottili deficit che possono essere classificati in base a specifiche funzioni dell’Io. La percezione, la memoria e le abilità motorie sono le capacità dell’Io che più spesso vengono colpite. Poi, vengono meno le capacità di regolare e controllare gli impulsi e gli affetti, che si manifestano sotto forme di accessi d’ira, aggressioni e scarsa tolleranza della frustrazione. Anche la funzione dell’Io implicata nella creazione di una barriera verso stimoli interni ed esterni viene sovraccaricata. Sebbene in queste persone i processi del pensiero restano intatti, la loro capacità di pensiero astratto è compromessa. Poiché questi pazienti soffrono di una menomazione nel funzionamento sintetico-integrativo, possono trovare difficoltà nell’integrare idee  o sentimenti contraddittori in un insieme unitario. I genitori possono diventare ipercoinvolti e iperprotettivi e crescendo il bambino continuerà ad essere motivo di delusione delle aspettative del genitore, mettendo in atto altri sentimenti di fallimento e di umiliazione. Questi bambini hanno un ridotto controllo corticale degli impulsi, il che porta ad un maggior numero di rimproveri da parte dei genitori, a molte interazioni nelle quali gli altri si fanno vedere arrabbiati e punitivi e a relazioni con genitori molti ansiosi, che trasmettono l’idea che la separazione da una figura genitoriale è pericolosa. Infine, poiché sono spesso incapaci di valutare efficacemente relazioni di causa-effetto, questi pazienti non collegano le risposte di rifiuto degli altri al proprio comportamento, con conseguenti sentimenti di vittimizzazione e impotenza.

Dott.ssa Federica Ferrari
Psicologa Psicoterapeuta Castelverde (Cremona)