Psicologa Psicoterapeuta a Castelverde (Cremona)

Psicoterapia di coppia

Psicologa Psicoterapeuta Castelverde (Cremona)

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Breve descrizione. Il lavoro terapeutico con le coppie nella prospettiva psicoanalitica è una pratica non ancora molto nota in Italia, mentre in vari paesi stranieri questa modalità di intervento è presente, nonostante vi siano diverse posizioni teoriche e tecniche. La terapia di coppia psicoanalitica è molto diffusa in Francia derivando dalla terapia psicoanalitica di gruppo e dal concetto dell’”Inconscio” come “gruppalità”. Tra gli autori inglesi, vi fu Dicks che apportò un notevole contributo alla teoria e alla prassi con coppie, vedendo nel matrimonio - o in una relazione affettiva duratura e significativa – una specie di “relazione terapeutica naturale” da intendersi come il campo di manifestazione delle relazioni oggettuali irrisolte. Dicks sottolinea il concetto di coniuge portatore che funge da contenitore di un oggetto interno dell’altro cui vengono “affidati” aspetti del Sé. Questa posizione ha trovato nel concetto di identificazione proiettiva e poi nei temi di “uso dell’oggetto”, “legame narcisistico”, il portato della struttura interpretativa dei rapporti di coppia. Il luogo dell’Inconscio non è solo il singolo individuo quindi ma va anche ricercato nei rapporti interpersonali e istituzionali a seconda dei casi. E in questo senso, si potrebbe dire che si possono curare le relazioni con le relazioni, sottolineando che il rapporto di coppia si orienta verso un presupposto di fondo: in primo luogo, si può affermare la tesi che le relazioni umane possano essere un modo per autoregolare lo stato interno per mezzo del rapporto con l’altro, cioè la sintonizzazione degli affetti o la comunicazione inconscia, oppure, che con il monitoraggio affettivo reciproco, gli esseri umani sono in grado di mettersi reciprocamente in contatto. All’interno della psicoterapia di coppia si mette in evidenza il tema dell’uso dell’altro come una caratteristica fondamentale dei rapporti umani e che non può essere esplorata, ma anche il tema dell’uso della reciprocità nella relazione, quello che è stato definito “l’incastro di due mondi interni”. In questa prospettiva, il matrimonio, o un legame molto significativo, potrebbe essere interpretato come un tentare di risolvere, in senso propulsivo, oppure regressivo, le tematiche interne individuali. L’ altro può essere usato cioè in modo “propulsivo” per conoscersi, crescere, ma può anche essere usato in modo “delirante”. Così come si può vedere una “disponibilità” del coniuge, nel co-creare una relazione distorta, collusiva. Quando una coppia si forma c’è un ingaggio vicendevole e ci dobbiamo chiedere se esso è all’insegna di un compito evolutivo associato ai processi di individuazione/separazione e di monitoraggio di affetti reciproco, oppure se è la ripetizione di una relazione interna che può desiderare di essere tranquillizzata tramite modalità regressive o può ricercare una frustrazione. Possiamo cioè chiederci quale uso viene fatto della relazione rispetto alla funzione di un’autoregolazione, se essa è indirizzata ad una riparazione e disconferma delle proprie aspettative. In altre parole, il nostro intervento sul piano della teoria della tecnica ha come “ingresso” la comprensione delle relazioni interne; scopo del cambiamento terapeutico è quello di poter “elaborare” sia l’area in comune chiamato il “Senso del Noi”, sia il “Senso di Sé”.

Dott.ssa Federica Ferrari
Psicologa Psicoterapeuta Castelverde (Cremona)