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Attacchi di panico - Cremona

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Disturbo da attacchi di panico Castelverde (Cremona)

Gli attacchi di panico

Gli attacchi di panico durano solo alcuni minuti, ma causano alla persona un notevole grado di angoscia. Oltre a dispnea, vertigini, sudorazione, tremore e tachicardia, i pazienti con disturbo da attacchi di panico spesso hanno una sensazione di morte imminente. Molti soffrono anche di agorafobia (paura di essere intrappolato in un luogo o in una situazione dai quali non è possibile o tremendamente imbarazzante fuggire).

Dal momento che gli attacchi di panico sono ricorrenti, i pazienti spesso sviluppano una forma secondaria di ansia anticipatoria, preoccupandosi ininterrottamente di quando e dove avverrà l’attacco successivo. E molto di frequente riducono i loro viaggi per cercare di controllare la temuta situazione di avere un attacco di panico in un posto da cui non se ne possono andare facilmente. Gli attacchi di panico sembrano “venire dal nulla”, senza, all’apparenza, fattori precipitanti dovuti all’ambiente o di tipo intrapsichico. Il clinico di tipo psicodinamico deve valutare attentamente le circostanze in cui si verificano gli attacchi e la storia di ciascun paziente, per vedere se ci siano fattori psicologici rilevanti.

Fattori stressanti degli attacchi di panico

Sono stati identificati fattori stressanti significativi che precedevano l’inizio degli attacchi di panico e questi fattori erano strettamente associati con un’alterazione nel livello delle aspettative nei confronti del paziente. E questi fattori sono stati identificati in:

  • cambiamenti nelle aspettative legate alla situazione lavorativa;
  • perdite di figure significative per il paziente;
  • esperienze infantili in cui era stato minacciato l’attaccamento a un genitore o a un’altra persona importante;
  • percezione che i genitori fossero minacciosi, irritabili, critici, controllanti ed esigenti;
  • presenza di uno schema d’ansia rispetto alla socializzazione durante l’infanzia, di relazioni con i genitori non di appoggio e della sensazione di essere intrappolati. La rabbia e l’aggressività erano di difficile gestione per la maggior parte delle persone che soffrivano di attacchi di panico.

Si è notato che la maggior parte dei soggetti che soffrono di attacchi di panico ha avuto una maggior incidenza di eventi stressanti, in particolar modo perdite, nel mese che precede l’esordio del disturbo; inoltre avvertono un maggior disagio verso tali eventi, rispetto alle persone che non hanno sofferto di attacchi di panico. Molte di queste persone con attacchi di panico avevano avuto una separazione precoce dalla  madre.

Le difese di somatizzazione ed esternalizzazione spesso sono presenti in questi pazienti. Nella somatizzazione l’attenzione del paziente si fissa su fenomeni fisici piuttosto che su cause o significati psicologici. Nell’esternalizzazione i problemi sono attribuiti ad altre persone, considerate avverse al paziente. Usate insieme queste difese possono creare una specifica forma di relazione d’oggetto in cui gli altri (familiari, amici, medici) sono considerati come guaritori a cui è attribuita la capacità di sistemare qualcosa che non va nel corpo del paziente. E questa modalità di relazione d’oggetto emerge di frequente anche nel transfert. I pazienti che soffrono di DAP, sono spesso riluttanti ad avventurarsi di nuovo nel mondo, ed hanno un forte bisogno di interventi di psicoterapia per superare questa paura.

Dott.ssa Federica Ferrari
Psicologa Psicoterapeuta Castelverde (Cremona)